giovedì 17 aprile 2008

Piedi ben piantati sul passato

Stretti d'assedio da un tiro incrociato di messaggi pubblicitari che invitano a un rapido ricambio di qualsiasi cosa, scovare tracce del passato è un'impresa a volte ardua. Ma a guardarsi bene intorno, è possibile scoprire tracce evidenti di un passato ormai lontano, non solo nel tempo ma anche nei pensieri. Qualche cosa che sembra ormai esclusiva dei libri di storia o di qualche pittoresca Nazione può all'improvviso ritornare all'attenzione nella vita di tutti i giorni, a dimostrazione che opere cose possono avere una durata imprevista.

Capita così che vagando senza meta per un paese come Solbiate Olona si possa scoprire come la storia a volte si riproponga nel modo più inatteso, per esempio proprio sotto i piedi, attraverso manufatti che rappresentano una vera e propria dimostrazione di longevità.

Si tratta dei tombini o, per essere più precisi, dei chiusini. A un'analisi meno superficiale (non nel senso di andare a scoprire cosa c'è sotto), su quelle forme geometriche in ghisa si può risalire a realtà decisamente interessanti.

Per esempio, per qualche strana ragione, per arrivare sotto i nostri piedi i tombini spesso percorrono diverse centinaia di chilometri. Osservando i dati di produzione ben impressi su ogni esemplare si scopre infatti la produzione dall'altra parte d'Italia, e in luoghi diversi. Nel caso di Solbiate però, la produzione nel tempo si è assestata su uno stabilimento vicino, per la precisione a Castellanza. Mentre però i primi sembrano ormai appartenere a un'epoca (e un'azienda) del passato, i secondi fanno capo a una fonderia tutt'ora attiva, la Fonderia Lamperti che curiosamente produce ancora un modello del tutto simile a quelli ormai impiegati da decenni.
Questa particolarità tipica dei tombini di aver impresso il nome del produttore non rappresenta però solo una sorta di pubblicità a lungo termine. Tra i tombini adibiti a impianti di telecomunicazioni, si può ricostruire la storia dell'Italia. Non è raro infatti vedere impresse scritte del tipo Stipel, Siptel e Sip. Mentre la terza è abbastanza facile ricondurla all'attuale Telecom Italia, per le prime due è necessario ricorrere a un anziano parente capace di confermare come si trattasse delle precedenti denominazioni assunte dalla società di telefonia. Cose di circa cinqaunt'anni fa, a dimostrazione della validità di certe opere.

Ma, strada facendo, questa inchiesta fatta un po' con i piedi, deve ancora rivelare la sorpresa più grande. Sotto lo sguardo inizialmente incredulo, a un certo punto si materializza un tombino del tutto particolare. Non tanto per la forma, ma per la scritta, che porta indietro di diverse decine di anni e non può fare a meno di stimolare una certa curiosità. In bella mostra sopra il chiusino (per chi fosse interessato, se ne trovano diversi nella zona intorno alla piscina) la scritta Made in USSR, riporta a tempi ormai dimenticati e rappresenta una curiosa miscela di lingua inglese con dati sovietici, riconducibili proprio al periodo in cui le due Nazioni tanto d'accordo non andavano.

Forse, la distensione ha preso il via proprio da un tombino, ma in ogni caso sarebbe veramente interessante scoprire come questi chiusini sono arrivati a occupare un posto stabile per le vie di Solbiate Olona. Dove peraltro non è facile trovare qualcuno capace di ricordare un'amministrazione di stampo comunista.

4 commenti:

agostino ha detto...

complimenti per il post! sai che si trovano tombini della Lamperti ovunque in Italia ma anche all'estero? Almeno i tombini riusciamo ad esportarli senza problemi direi.

Purtroppo e' che siamo abituati a guardare la bellezza del tombino e mai a pensare o sapere cosa ci passa sotto. E direi che sotto ne passano di cose ... altroche' se passano!

un salutissimo.

Geppe ha detto...

Finchè esportiamo tombini, possiamo anche essere orgogliosi. E' quando esportiamo quello che ci passa sotto che non c'è tanto da vantarsi.

Però, hai visto che fine ha fatto il comunismo....? Viene proprio trattato con i piedi da tutti quelli che passano.

Anonimo ha detto...

se fate un giro per gallarate, centro storico e vie limitrofe, non è raro imbattersi in tombini che, oltre alla dicitura comune di gallarate, recano, a fianco, un facio littorio.

saluti, macs

Anonimo ha detto...

intendevo fascio, naturalmente. la "s" mi è scappata...