martedì 22 aprile 2008

Un aiuto per il sorriso di Riccardo

Una delle ragioni per le quali si decide di cimentarsi in un blog di solito è quella di potersi lasciare andare a esprimere i propri pensieri in modo più libero, meno formale e con l'obiettivo di provare ad avviare una discussione.

Per questo difficilmente un blog può essere considerato un'alternativa al sito Web di informazione, al quotidiano o al telegiornale. Più semplicemente, è uno strumento in più per proporre informazione e stimolare i lettori a partecipare.

Ma un blog può rivelarsi uno strumento utile anche per altri aspetti. Più che un articolo, per sua natura orientato a un'informazione unidirezionale, il singolo post può ambire, o almeno provarci, a sollevare un problema, richiamare maggiore attenzione su una situazione particolare che richiede una partecipazione più attiva.

Per queste ragioni, questo sembra il canale più appropriato a diffondere una richiesta pervenuta dalle pagine di ValleOlona.com. In pratica, non è altro che la segnalazione di un altro Blog, ma in realtà può rivelarsi un contributo importante, per quanto piccolo, ad aiutare una persona, nel caso particolare, un bambino.

Come segnala una lettrice di Lonate Ceppino, "Riccardo Bellani, è un bambino di 3 anni di Busto Arsizio che spera di potersi recare in Florida per sottoporsi ad una cura lunga e costosa. Sul blog di può seguire la sua storia e sapere come fare per aiutarlo a raccogliere fondi".

Anche se da soli non riusciremo a contribuire in misura decisiva al raggiungimento del suo obiettivo, provarci è perlomeno doveroso, nella speranza che tutti insieme qualcosa riusciamo a combinare.

giovedì 17 aprile 2008

Piedi ben piantati sul passato

Stretti d'assedio da un tiro incrociato di messaggi pubblicitari che invitano a un rapido ricambio di qualsiasi cosa, scovare tracce del passato è un'impresa a volte ardua. Ma a guardarsi bene intorno, è possibile scoprire tracce evidenti di un passato ormai lontano, non solo nel tempo ma anche nei pensieri. Qualche cosa che sembra ormai esclusiva dei libri di storia o di qualche pittoresca Nazione può all'improvviso ritornare all'attenzione nella vita di tutti i giorni, a dimostrazione che opere cose possono avere una durata imprevista.

Capita così che vagando senza meta per un paese come Solbiate Olona si possa scoprire come la storia a volte si riproponga nel modo più inatteso, per esempio proprio sotto i piedi, attraverso manufatti che rappresentano una vera e propria dimostrazione di longevità.

Si tratta dei tombini o, per essere più precisi, dei chiusini. A un'analisi meno superficiale (non nel senso di andare a scoprire cosa c'è sotto), su quelle forme geometriche in ghisa si può risalire a realtà decisamente interessanti.

Per esempio, per qualche strana ragione, per arrivare sotto i nostri piedi i tombini spesso percorrono diverse centinaia di chilometri. Osservando i dati di produzione ben impressi su ogni esemplare si scopre infatti la produzione dall'altra parte d'Italia, e in luoghi diversi. Nel caso di Solbiate però, la produzione nel tempo si è assestata su uno stabilimento vicino, per la precisione a Castellanza. Mentre però i primi sembrano ormai appartenere a un'epoca (e un'azienda) del passato, i secondi fanno capo a una fonderia tutt'ora attiva, la Fonderia Lamperti che curiosamente produce ancora un modello del tutto simile a quelli ormai impiegati da decenni.
Questa particolarità tipica dei tombini di aver impresso il nome del produttore non rappresenta però solo una sorta di pubblicità a lungo termine. Tra i tombini adibiti a impianti di telecomunicazioni, si può ricostruire la storia dell'Italia. Non è raro infatti vedere impresse scritte del tipo Stipel, Siptel e Sip. Mentre la terza è abbastanza facile ricondurla all'attuale Telecom Italia, per le prime due è necessario ricorrere a un anziano parente capace di confermare come si trattasse delle precedenti denominazioni assunte dalla società di telefonia. Cose di circa cinqaunt'anni fa, a dimostrazione della validità di certe opere.

Ma, strada facendo, questa inchiesta fatta un po' con i piedi, deve ancora rivelare la sorpresa più grande. Sotto lo sguardo inizialmente incredulo, a un certo punto si materializza un tombino del tutto particolare. Non tanto per la forma, ma per la scritta, che porta indietro di diverse decine di anni e non può fare a meno di stimolare una certa curiosità. In bella mostra sopra il chiusino (per chi fosse interessato, se ne trovano diversi nella zona intorno alla piscina) la scritta Made in USSR, riporta a tempi ormai dimenticati e rappresenta una curiosa miscela di lingua inglese con dati sovietici, riconducibili proprio al periodo in cui le due Nazioni tanto d'accordo non andavano.

Forse, la distensione ha preso il via proprio da un tombino, ma in ogni caso sarebbe veramente interessante scoprire come questi chiusini sono arrivati a occupare un posto stabile per le vie di Solbiate Olona. Dove peraltro non è facile trovare qualcuno capace di ricordare un'amministrazione di stampo comunista.

martedì 8 aprile 2008

Meno auto sì, ma servono alterntive

Qualche settimana fa, attraverso un documento pubblico, l'amministrazione locale di Castellanza provava a richiamare l'attenzione degli abitanti della città e dei dintorni sulla necessità di cambiare atteggiamento come un passo importante verso la riduzione delll'inquinamento e a salvaguardia dell'ambiente circostante. Iniziativa lodevole e per certi versi doverosa da parte di chi ha la responsabilità di guidare una comunità.

Sulle effettive possibilità che producano gli effetti desiderati si potrebbe discutere a lungo, ma certamente azioni del genere rientrano tra i compiti di una Giunta. Per avere maggor peso però un appello alla civiltà come questo avrebbe bisogno di essere accompagnato da fatti più concreti.

Il problema non riguarda solo Castellanza. Fatta qualche rara eccezione infatti, praticamente tutti i centri abitati accusano gravi carenze dal punto di vista delle infrastrutture in grado consentire agli abitanti della zona di vivere maggiormente in sintonia con l'ambiente senza tuttavia stravolgere la propria vita.

Partendo dalla considerazione che l'agglomerato urbano della Valle Olona e dei centri limitrofi ha le medesime caratteristiche di una città neanche tanto piccola, alcuni paragoni non dovrebbero risultare azzardati. Per esempio, se in una città dalla popolazione simile a quella di questa zona i servizi di trasporto pubblico fossero allo stesso livello, con moltra probabilità il traffico sarebbe al collasso già da tempo. La copertura del servizio, sia come percorsi sia soprattutto come orari, rende infatti quanto meno problematico organizzare gli spostamenti quotidiani affidandosi ai mezzi pubblici. Che si agigunge a un pessimo esempio di attenzione all'ambiente, come è facile verificare torvandosi nei pressi dei tubi di scarico di tali autobus. Spostarsi da un paese all'altro al di fuori degli orari scolastici può rivelarsi una vera e propria avventura. A volte anche solo per reperire biglietti e orari.

Ma anche per chi dovesse decidere di fare affidamento sulla bicicletta, la realtà non si presenta migliore. Il comportamento sempre più imprudente e irresponsabile di un numero sempre maggiore di automobilisti al volante di macchine sempre più spropositate rappresenta solo una parte dei rischi. Anche lo stato stesso delle strade spesso è un serio pericolo. Nonostante l'impegno di alcuni Comuni, nel complesso le piste ciclabili protette rappresentano ancora delle rarità. E, soprattutto, manca un concetto di rete.

Se nella stessa Castellanza è possibile percorrere parte del Sempione in corsie riservate, una volta superato quel tratto ci si ritorva proiettati nel mezzo del traffico tipico di una delle strade più inquinate d'Italia. Peggio ancora accade a chi percorre il nuovo ponte sopra l'autostrada che da Solbiate Olona porta a Olgiate Olona in direzione di Busto Arsizio. Terminata la sede dedicata lungo ponte, ci si trova contromano nel bel mezzo di una delle rotonde più trafficate della provincia, a interrogarsi su come raggiungere indenni il successivo tratto ciclabile che prende il via poco più avanti dalla parte opposta. Esempi del genere ne esistono diversi (significativo anche il tratto di Varesina messo in sicurezza da Castiglione Olona ma non dai vicini o i lavori nel tratto urbano della SP 19 a Gorla Maggiore) e, se in parte possono essere dovuti a progetti in corso, resta evidente una mancanza di coordinamento tra tutti i Comuni (che forse dovrebbero entrare di più in un'ottica di 'rioni', rispetto a un unico centro abitato), finalizzata a una strategia condivisa in grado di combinare efficacia degli investimenti con qualità dei risultati ottenuti e fruibilità da parte degli abitanti, non solo di quelli del proprio orticello.

Perchè allora non pensare di realizzare piste ciclabili protette lungo direttrici molto trafficate, ma con pochi ostacoli di tipo urbano, come la stessa SP19 da Castellanza fino a Tradate da una parte o Lonate Ceppino dall'altra oppure, lungo la sponda opposta, la via che unisce Castellanza a Fagnano Olona, battutissima da ciclisti e pedoni che devono ringraziare qualche Santo ogni volta che arrivano a destinazione sani e salvi?

Geppe

mercoledì 2 aprile 2008

Il tesoro FAI in un contorno da vergogna

SABATO 5 E DOMENICA 6 APRILE NELL’AMBITO DELLA SEDICESIMA GIORNATA DI PRIMAVERA
PALAZZO BRAMBILLA E IL MUSEO PAGANI “TESORI” DEL F.A.I.



Bellissima notizia direte voi. Da cittadino Castellanzese invece non posso esserne del tutto contento.
PALAZZO BRAMBILLA rimesso a nuovo direi che non è male, il MUSEO PAGANI oasi di pace, di tranquillità e di cultura sicuramente bellissimo...ma ... ma...


Ma direi che un po' di vergogna la provo io per gli amministartori che si sono susseguiti negli anni per quanto riguarda l'incuria e l'abbandono del territorio attorno, un Museo di Arte moderna famoso in tutto il mondo. Ma avete mai girato l'angolo dietro la cinta che lo costeggia? Mai percorso la strada che lo collega a Castellanza e Legnano?

Provate a pensare a un qualunque oggetto di plastica, ferro, gomma, carta, stoffa, cemento, amianto, rame, ottone e chi più ne ha più ne metta ...Lo trovate sicuramente nel raggio di 500 metri dal Museo. Tempo fa' come ho giè avuto modo di scrivere ho trovato personalmente anche una pietra tombale.

Un bel biglietto da visita (leggi pattume) per chi arriva al Museo da Castellanza lo si trova subito sotto il ponte dell'autostrada e si prosegue con cartacce e bottiglie ai lati della strada fino all'ingressoStessa cosa, direi anzi molto peggio, per chi arriva da Legnano - Rescaldina, sembra addirittura che in quella località la pattumiera piova dal cielo come un flagello biblico.
Mi viene quasi da pensare che stiamo organizzando l'EXPO PATTUME 2008 e allora mettiamoci alla ricerca degli oggetti che eventalmente mancassero all'appello.

Direi che qualche "assessore all'ecologia" nuovo o vecchio che sia, manca di sicuro, forse è nascosto in qualche ufficio ma sicuramente farebbe bella mostra di sè magari "a rimirar tra le rossastre nubi tanti bei fumi neri", quelli delle carcasse delle auto rubate e incendiate nei boschi della zona.
Andro' a far visita al Museo Pagani nella mattinata di domenica... qualche foto per il blog sicuramente. Arriverci a tutti.

Ago

martedì 1 aprile 2008

Qualcosa si muove in Valle

Beh, alla fine rieccomi qua.

So di non avere scusanti per la mia assenza, però tra le poche idee, il molto da fare, morale basso e molti pensieri, viene in mente poco da scrivere e allora eccovi spiegato il motivo della mia lunga assenza.


Però oggi è diverso.
La varie buone nuove giuntemi la settimana scorsa, hanno fatto si che il mio umore un po’ cambiasse; tra queste buone nuove quella migliore è stata quella che farà si che il mio famoso sogno ad occhi aperti del mio ultimo post inizierà presto a prendere forma.

Siamo stati autorizzati, io ed il mio famoso socio, da SOGEIVA ad usare l’area adiacente alla ex cartiera di Cairate per organizzare quello che probabilmente sarà l’Evento sportivo dell’anno per la Nostra Valle (a parte i Mondiali di ciclismo si intende).

Quindi signori e signore che leggono questo blog, rimanete sintonizzati su questi canali perché Insubria Bike day sta arrivando: musica, escursioni in mountain bike lungo i sentieri del Parco RTO, dirt - bike contest (gara di evoluzioni in aria con le mountain bike), bike trial show con uno dei Campioni Italiani più conosciuti, stand con prodotti locali e molto di più
Per grandi e piccini , per vecchi e bambini…

E presto arriveranno anche le Mountain bike in affitto presso il Casello di Castelseprio della ferrovia della Valmorea; ma questa è un’altra storia…e un altro sogno!!!

Marco