venerdì 30 gennaio 2009

Il controsenso della bicicletta

Generalmente presa ad esempio come simbolo della lotta al traffico e all'inquinamento nonchè come viativo per la salute, la bicicletta non rappresenta solo un comodo mezzo di trasporto. Sempre più spesso si trasforma in una scommessa. Che la si usi per necessità, passione o semplice passatempo, rientrare a casa indenni al termine di una pedalata fa sorgere una sensazione di miracolato. E in una provincia dalla quale proviene buona parte dei ciclisti professionisti non è una buona notizia.

Più cresce il traffico, più il ciclista è a rischio. Nel senso che la percentuale di coloro che considerano le due ruote un intralcio alla circolazione aumenta. Così come gli autisti totalmente ignari del concetto di distanza di sicurezza, anche laterale, in fase di sorpasso. Non di rado, l'ultima preoccupazione al momendo di avvistare una bicicletta è quella di frenare. Se proprio dall'altra parte arriva un altro mezzo, la strada è troppo stretta e il malcapitato non vuole saperne di volatizzarsi, allora sì. Ma possibilmente non senza lanciare qualche impropero e un bel colpo di clacson.

Ma anche tanti ciclisti non rinunciano a metterci del proprio. Forse non appagati dei rischi affrontati per conto terzi, non rinunciano ad andarsele a cercare, anche se con la collaborazione più o meno consapevole di alcune Amministrazioni.

Il problema è semplice: con il tempo molte vie dei centri storici sono diventate troppo strette per sopportare allo stesso tempo un traffico a due sensi e la sosta. La soluzione, prevedibile, è un progressivo aumento dei sensi unici, eventualmente accompagnato da limitazioni al posteggio, almeno nelle intenzioni.

A questo punto sorge il problema. Secondo il Codice della strada, il senso unico vale anche per le biciclette. Tanti fanno finta di niente e il rischio è tutto loro, ma in certi casi la situazione è ambigua. Cioè: sotto il segnale di senso unico è riportata l'eccezione per le biciclette. Peccato che la stessa cosa non sia segnalata all'altro imbocco della stada, così da allertare gli automobilisti circa la possibilità di vedersi arrivare incontro legittimamente una bicicletta. Oltre agli infortuni, si potrebbero evitare svariati litigi.

Anche se la soluzione più ovvia è un'altra, e pure economica, come qualche Comune ha già provato a mettere in pratica. Una volta istituito il senso unico, sarebbe sufficiente delimitare una piccola corsia (non più di un metro) al traffico contromano delle biciclette. Costo dell'operazione: un po' di vernice. Possibili benefici: qualche scontro in meno tra ciclisti e automobilisti (non solo verbale) e un aumento nella diffusione di piste ciclabili.

Geppe
P.S.
Non che centri qualcosa, ma mi piace segnalare che questo è il post numero 100 da quando è nato BologOlona poco più di un anno fa. Sinceramente, speravo addirittura qualcosa di più, ma credo sia comunque un buon risultato.

2 commenti:

Dual ha detto...

Simpatico il tuo blog! Un saluto ed una buona giornata Dual.

marco angeletti ha detto...

non ti accontenti mai...