mercoledì 11 dicembre 2013

Vade retro presepio

Alcuni argomenti possono apparire scomodi, altri certamente lo sono. Non per questo bisogna evitare di affrontarli. Anzi, soprattutto quando il pretesto è nascondersi dietro il cosiddetto politically correct, inteso come invito a mentire pur di non dire quello che si pensa, nella remota eventualità di urtare la sensibilità altrui. Il vero problema è che spesso questo atteggiamento finisce per urtare comunque la sensibilità, ma di tantissimi altri, per la volontà di pochi, preoccupati di defilarsi di fronte a ogni problema.

Lo spunto arriva da Vedano Olona, dove l'Assessore alle Identità Culturali e Tradizioni Locali Dino Macchi ha lanciato su Facebook il seguente messaggio: "A Vedano non fanno il presepe a scuola! Nessun problema, la Giunta questa mattina lo ha fatto! Adesso se vogliono reclamare, che vengano da me in Comune!".

L'intromissione di un'Amministrazione nella vita scolastica non è mai una bella cosa. Al di là di ogni probabile strumentalizzazione politica della vicenda che qualcuno non mancherà di sfruttare, sforzandosi di guardare la situazione da un punto di vista distaccato, in questo caso l'atto non appare però del tutto fuori luogo.

Come spiega lo steso Macchi, "La notizia del No al presepio da parte della scuola, l'ho avuta da alcune mamme e sembrerebbe che siano le maestre ostili. Ne abbiamo parlato in Giunta, con l'intento di mantenere le nostre tradizioni centenarie e abbiamo deciso di farlo noi Assessori".
Dopo aver informato la Dirigente Scolastica, il pericoloso simbolo natalizio è stato allestito grazie a un plastico realizzato dallo stesso Assessore, costruito sette anni fa per una iniziativa analoga esterna alla scuola.

Analizzando la vicenda, prima di tutto sarebbe interessante sapere cosa ha indotto la decisione della scuola. Difficile ipotizzare sia arrivata da qualche bambino. Altrettanto difficile, pensare a una esplicita richiesta da qualche genitore. Se anche fosse, viene da chiedersi come mai sia stata ascoltata, considerando che non appare del tutto campata per aria l'ipotesi che potessero essere molti di più a volerlo un presepio, e a sentirsi privati di qualcosa in caso contrario. Ha molto più il sapore di una rivalsa personale, camuffata proprio da politically correct 

A memoria, non risulta infatti che tale simbolo, peraltro legato a una festa i cui connotati religiosi sono ormai solo appannaggio di chi li cerca, possa aver mai provocato del male. Anzi, c'è da scommetterci che un qualsiasi sondaggio tra la popolazione locale, assocerebbe  a un presepio prima di tutto qualche ricordo della propria infanzia. Quelli che decisioni del genere finiscono inevitabilmente per reprimere, se non addirittura per assurdo etichettare come sbagliati.

Personalmente, viene inoltre da chiedersi cosa ci possa essere di così scorretto nella rappresentazione di uno dei momenti più belli in una vita, vale a dire la nascita di un bambino. Se qualcuno dovesse sentirsi offeso, si potrebbe prima di tutto aspettare che lo manifesti, quindi cercare di capire per quale curiosa ragione, e per finire trovare una minimo valido motivo perchè sia doveroso gettare la storia e la tradizione di una comunità in pasto a chi non si sogna neppure di volerla calpestare.

Per quanto banale possa sembrare, sulla base del ragionamento che ha portato a questa decisione viene da chiedersi se a questo punto ciascuno debba sentirsi in dovere di andare a reclamare una effige della Madonna in una Chiesa protestante, piuttosto che passeggiare per le strade di Mumbay azzannando una fiorentina, oppure entrare beatamente in una moschea con le scarpe e un wurstel sotto i denti, o infine arrampicarsi in Tibet ironizzando sulla stazza di Buddha.

Geppe


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