mercoledì 17 febbraio 2010

C'è poco da sperare in un parco in mano ai vandali

Sono sempre più latitante su questo blog, e mi dispiaccio di questa cosa, veramente.
Per fortuna, o purtroppo per qualcuno, le attività che abbiamo messo "in moto" per la promozione sportiva e turistica in Valle Olona stanno prendendo forma e riscontro anche da parte degli appassionati come spesso leggete su questo blog, quindi sono un pò preso.


L'ultimo risultato raggiunto è il servizio di 4 pagine che la rivista Tutto Mountain Bike ci ha dedicato nel numero di febbraio 2010, un grande successo per noi, considerato che siamo al 2° anno di attività


Ma la mia riflessione di oggi è riferita ad altro.


Un paio di settimane fa mi trovavo per i boschi con Matteo Cappè, fotografo professionista e giornalista che collabora con riviste di settore ed extra settore, con il quale stiamo organizzando un workshop fotografico per il 28 Febbraio 2010 in Valle Olona dedicato alla fotografia "in Action".
Durante il nostro giro, cercando degli spot (luoghi) dove poter effettuare la parte pratica del workshop e far esercitare i fotografi, siamo arrivati in zona Castiglione Olona, sulla piana alta di Caronno Corbellaro, dove abbiamo trovato uno splendido spot (un single track lungo almeno due km tra gli alberi, curve e contro-curve veloci e tecniche al punto giusto) perfetto per lo scopo e perfetto anche per montare un north shore (passerella in legno) per dare ai due rider che faranno da "modelli" lo spunto giusto per saltare, sfruttando anche un albero abbattuto e non ancora rimosso (ce ne sono una miriadi come lui adagiati sul fondo del canale dove scorrono il Rile ed il Tenore).

Matteo è rimasto allibito dai solchi scavati dalle moto da cross, facendo foto e trovando spunto per la riflessione che pubblicherà su una delle riviste con le quali collabora. Di contro, io gli ho risposto che non mi meraviglio più, visto che le amministrazioni non fanno niente per far si che ciò non accada e viste le affermazioni di alcuni facinorosi quando abbiamo cercato di segnalare il problema e visto che si stanno spendendo soldi di noi contribuenti.


Se poi ci mettiamo anche il fatto che sono stati spesi fior di euro per segnalare dei sentieri che nessuno userà mai in bike visto che sono impraticabili, a volte il passaggio delle moto da cross aiuta a far si che si faccia della manutenzione o che si aprano delle nuove "vie" all'interno dei boschi stessi


Mentre continuavo a mostrare a Matteo l'area, con l'intento di convincerlo a pubblicare un servizio sulla Valle Olona e sulle potenzialità della zona per il turismo in bike o per il semplice "riding" domenicale con pranzo in agriturismo degli appassionati, ci siamo diretti verso ciò che noi definiamo il "Radicione Trail", un sentiero che taglia dentro al bosco per 3 km circa e che ha, o meglio aveva, come "attrattiva" uno scalino alto circa un metro, molto tecnico, da droppare (saltare) o affrontare con un gesto tecnico non indifferente.

Arrivati nella zona clou, proprio in prossimità della radice, sono rimasto sconfortato da quello che ho visto: scalino sparito, radice divelta e al suo posto, a causa del continuo passaggio "senza cervello" delle moto da cross, una piccola salitina, ormai innocua anche al passaggio di una graziella... a incorniciare il fenomenale lavoro di chi continua ad affermare che il parco è di tutti, e di conseguenza anche delle moto, un solco, della larghezza del copertone delle moto, alto pressapoco 150cm a destra ed un nuovo passaggio tra gli alberi a sinistra, cha ha già iniziato a prendere la forma di quello di destra.

Mi sono vergognato come un ladro per aver portato Matteo li, gli ho detto di scusarmi ma non mi aspettavo di trovare una roba del genere, visto che non passavo di la da almeno 3 mesi; gli ho anche detto di non prendere in considerazione la mia proposta di fare un servizio della Valle, perchè non voglio far fare figure alla rivista e a lui che scrive, se mai qualcuno venisse in zona e trovasse uno "spettacolo" del genere, invece di trovare dei trails (tracciati) scorrevoli e naturali...non rotaie all'interno delle quali rischiare di morire a causa dell'ignoranza, della maleducazione e del poco senso civico di alcune persone che non rispettano il loro territorio ed il prossimo, fregandosene dei divieti e di tutto il resto


Spero che riusciremo presto nella nostra opera di convincimento sulle amministrazioni, facendo in modo così di dare vita ad un comitato di Associazioni che si preoccuperanno di fare da occhio vigile dei Parchi Locali e nel contempo di occuparsi di sistemare i danni fatti dai suddetti "padroni del bosco" in modo da consentire agli appassionati delle due ruote non a motore, e non solo, di poter circolare nel parco ammirandone le bellezze, senza rischiare di finire con le ruote, o con le gambe, all'interno di una di queste famigerate trincee rischiando di rompersi l'osso del collo.


Sempre a disposizione per chiarire eventuali dubbi, perplessità ed incertezze a tutti coloro che ne hanno, come qualcuno che tempo fa aveva fatto la voce grossa pensando di metterci a tacere...


Never Stop Riding, Fatti non pugnette

Marco

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